CICLO DI CORI
Il lattato viene trasportato dal sangue e va nel fegato che viene ossigenato e lo riporta a glucosio, il glucosio torna nei muscoli dove viene conservato sotto forma di glicogeno. Per sforzi molto intensi accade che il fegato non è in grado di smaltirlo, si avverte una così i dolori al fegato dovuti alla fatica. L’acido lattico viene poi trasportato al fegato e riconvertito in glicogeno, quello che avanza si accumula nei muscoli che iniziano a “bruciare”. La SOGLIA AEROBICA è l’intensità minima in grado di provocare acido lattico, solitamente corrisponde al passo che un atleta è in grado di mantenere per la maratona, siamo a circa al 70% della FCmax.
Zona Aerobica
La produzione di ATP attraverso i meccanismi aerobici è più lenta rispetto a quella derivante dalle fonti di energia anaerobiche immediatamente disponibili, o disponibili a breve termine
carboidrati (CHO) + lipidi + ossigeno (O2) = ATP (ciclo di Krebs)
Se comparato ai due sistemi anaerobici, il sistema aerobico della fosforilazione ossidativa è il meno potente. Le fonti aerobiche non possono produrre abbastanza ATP per secondo da permettere una prestazione ad alta intensità, come un’alzata massimale o uno sprint di 40 secondi. Quando lavoriamo ad intensità molto basse a circa il 60% della frequenza cardiaca massima produciamo ATP .Dalla lipolisi aerobica ovvero dai grassi, per questo si dice che per dimagrire bisogna correre a bassa intensità. In questo processo l’acido lattico viene prodotto in quantità talmente ridotte che riusciamo a smaltirlo ( CILCO DI CORI).
Zona anaerobica Alattacida
Meccanismo di produzione di energia che non prevede l’utilizzo di ossigeno e non prevede la produzione di acido lattico. I substrati energetici accumulati nei muscoli sono di pronto utilizzo per fornire energia immediata ai muscoli stessi, essi sono due composti che interagiscono assieme per poter permettere una rapida disponibilità di energia, ovvero ADP e il creatinfosfato (CP) altrimenti definiti come fosfati o fosfageni muscolari.
CP + ADP = ATP
Per eseguire sforzi rapidi e intensi, il primo substrato utilizzato dal muscolo scheletrico è l’ATP. La quantità limitata di ATP immagazzinata nel muscolo però può far fronte solo a uno sforzo della durata di un secondo; questa quantità è stimabile in 80-100 g per un individuo di 70 kg.
Nella fase iniziale dell’attività sportiva che dura pochi secondi si utilizza direttamente atp puro, Fase che dura tuttavia pochi secondi. ATP e fosfocreatina stivate nei muscoli vengono usate contemporaneamente nel corso di sforzi brevi e intensi. Nel complesso danno un’autonomia energetica di 4-8 secondi. ATP e CP sono stoccati all’interno del muscolo scheletrico, tuttavia tali riserve sono limitate, e questo limita la quantità di energia che tali molecole possono produrre. Infatti è stato rilevato che con un esercizio fisico eseguito alla massima intensità, le riserve di fosfati si esauriscono in 30 o meno secondi.
Zona anaerobica Lattacida
ATP Prodotta senza ossigeno ( anaerobico ) dalla glicolisi che produce ATP più lattato
ADP + P + glucosio = ATP + lattato
La velocità di produzione di acido lattico è superiore alla capacità dell’organismo di smaltirlo ( ciclo di CORI ). il soggetto sarà poi costretto a scegliere se ridurre notevolmente l’intensità per continuare lo sforzo facendo subentrare progressivamente il meccanismo aerobico, o interrompere l’attività muscolare. Infatti il lattato deve essere metabolizzato e smaltito o riducendo l’intensità dello sforzo, oppure interrompendolo
Sforzi intensi ( ripetute tra i 200 mt e 2000 mt ) che portano alla produzione di Acido Lattico, questo genera fatica muscolare, l’allenamento porta ad un aumento della tolleranza all’acido lattico.
Quando l’ossigeno non basta durante l’attività sportiva, vengono quindi utilizzati i depositi di carboidrati ( glicogeno) che producono però acido lattico
I processi sopra indicati ( Anaerobico, Lattacido, Alattacido ) non avvengono in maniera isolata e individuale, ma avvengono contemporaneamente nello stesso processo.

Linea Rossa (Anaerobico Alattacido): Ha un picco immediato (al secondo 0). Rappresenta l’utilizzo dell’ATP puro immagazzinato nei muscoli (che dura circa 1–2 secondi) e della fosfocreatina (CP). Come descritto, l’autonomia combinata è di circa 4–8 secondi e le riserve si esauriscono quasi completamente entro i 30 secondi di sforzo massimale.
Linea Arancione (Anaerobico Lattacido): Comincia a salire rapidamente non appena cala l’energia immediata dei fosfageni. Raggiunge il suo picco intorno ai 30 secondi (tipico di sforzi intensi come le ripetute sui 200-400 metri). In questa fase la produzione di acido lattico supera la capacità di smaltimento del Ciclo di Cori, portando alla fatica muscolare.
Linea Verde (Aerobico): È il sistema più lento a carburare (la curva sale gradualmente), ma è l’unico in grado di sostenere lo sforzo sul lungo periodo. Diventa il sistema dominante dopo circa 1-2 minuti di attività e si stabilizza per sforzi prolungati a bassa intensità (es. corsa al 60\% della frequenza cardiaca massima), dove i grassi vengono bruciati tramite la lipolisi e l’acido lattico viene smaltito efficacemente.
