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Posso Camminare in Gara?

2 Mar, 2026

Correre o camminare? Perché “staccare la spina” a metà gara può essere una trappola


Ti è mai capitato? Sei lì, i polmoni bruciano, le gambe pesano come piombo e la mente inizia a sussurrare: “Solo dieci metri a piedi, giusto il tempo di riprendere fiato”. Sembra la scelta più logica, un patto ragionevole con la fatica. Eppure, per assurdo, quella camminata potrebbe essere l’inizio della fine della tua prestazione.
Oggi voglio parlarti di due errori comuni (che commetto anche io!) e di come un semplice cambio di strategia può salvarti la gara.

  1. L’illusione del recupero: perché camminare ti “imballa”
    Quando siamo al limite, pensiamo che camminare ci aiuti a recuperare. In realtà, spesso succede l’esatto contrario.
    Passare dalla corsa alla camminata cambia completamente la biomeccanica e la circolazione. I muscoli, che fino a un secondo prima lavoravano con un certo carico e una certa elasticità, tendono a “rigirarsi” e irrigidirsi. Il risultato? Quel riposo è solo apparente.
    Quando provi a ripartire, senti le gambe “imballate”, legnose, quasi come se fossero rimaste bloccate. Il consiglio d’oro? Piuttosto corri lentissimo, quasi sul posto, ma non smettere di correre. Mantieni il gesto tecnico: è molto più facile accelerare da una corsa lenta che ripartire da zero dopo una camminata.
  2. La maledizione del ritmo perduto
    Il secondo grande rischio della camminata è psicologico e meccanico: la perdita del ritmo. Correre è una questione di inerzia e frequenza. Una volta che rompi l’incantesimo e ti fermi, rientrare in quella “bolla” è una fatica immane.
    Il “Gancio” che ti salva: l’importanza di chi ti precede
    Durante l’ultima gara ho sperimentato una cosa che mi ha cambiato la giornata. Ero in crisi, stavo per cedere alla tentazione di camminare, quando ho visto una ragazza che aveva esattamente il mio passo. Mi sono accodato.

Il sacrificio necessario: Il ritmo era così perfetto che ho fatto una scelta drastica: ho saltato il rifornimento. Sapevo che fermarmi per bere avrebbe significato perdere il mio “gancio” e, con lei, avrei perso quel flusso magico che mi stava portando al traguardo.


In conclusione
La prossima volta che senti le gambe cedere, non cercare il sollievo nella camminata. Cerca un paio di scarpe davanti a te che viaggiano al tuo ritmo, fissa la schiena di chi ti precede e trasformati in un’ombra. La costanza batte il riposo improvvisato, sempre.