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Tecnica

SCARPE PER PRONATORE: ESISTONO ANCORA?

9 Gen, 2026

ESISTONO ANCORA SCARPE PER PRONATORI?

Correre una maratona (42,195 km) richiede una scarpa che non solo corregga l’iperpronazione, ma che offra anche un’ottima ammortizzazione per proteggere le articolazioni quando la fatica si fa sentire e la tecnica di corsa decade.

Sulla base dei modelli più apprezzati nel 2026, ecco le migliori opzioni divise per tipologia di supporto e “feeling”:

1. Le “Classiche” (Massima Protezione)

Queste scarpe sono ideali se cerchi comfort assoluto e un supporto che ti accompagni dall’inizio alla fine, specialmente se il tuo obiettivo è chiudere la maratona in salute.

• ASICS Gel-Kayano 32:

Probabilmente il punto di riferimento. Utilizza il sistema 4D Guidance che fornisce un supporto dinamico: più il piede cede verso l’interno, più la scarpa lavora per stabilizzarlo. Perfetta per chi tende a pronare molto a fine gara.

• Brooks Glycerin GTS 23:

La versione “GTS” (Go-To-Support) della celebre Glycerin. Usa i GuideRails, una sorta di “guardrail” che interviene solo quando il piede ne ha bisogno, mantenendo l’allineamento naturale di ginocchia e caviglie. È estremamente morbida grazie all’ammortizzazione infusa di azoto.

• Saucony Hurricane 25:

Una scarpa con un’intersuola generosa che offre una transizione molto fluida e una stabilità non invasiva, ottima per i lunghi chilometraggi.

2. Le “Veloci e Stabili” (Per chi punta al Tempo)

Se hai un passo più rapido e cerchi una scarpa meno “pesante” ma comunque stabile:

• Saucony Guide 18:

Più leggera della Hurricane, offre un supporto moderato. È una scarpa molto equilibrata tra reattività e stabilità.

• New Balance Fresh Foam X 860 v14:

Ha subito un restyling importante nel 2024-25. Ora è molto più fluida rispetto al passato, mantenendo però una piattaforma d’appoggio ampia che garantisce sicurezza a ogni passo.

• Hoka Arahi 7:

Caratterizzata dal telaio a J (J-Frame), è famosa per essere una delle scarpe stabili più leggere sul mercato. Ottima se preferisci un “drop” basso (differenza di altezza tra tallone e punta).

3. L’opzione “Super-Scarpa” (Con Piastra)

• Hoka Skyward X:

Se vuoi provare la tecnologia della piastra in carbonio ma hai bisogno di stabilità, questa è una delle poche opzioni “ibride”. È massimalista, ammortizzata e molto stabile grazie alla base larga, pur essendo molto propulsiva.

Ecco un confronto tecnico dettagliato tra i modelli


Analisi dei dati tecnici


Il Drop (Differenza tacco-punta):

Un drop alto (10 mm) come nelle ASICS o Brooks sposta il carico più sulle ginocchia e aiuta chi ha problemi ai tendini d’Achille.
Un drop basso (5 mm) come nelle Hoka sposta il carico più verso i polpacci e favorisce un appoggio di meso-piede.

Il Peso:
Sulla distanza della maratona, 30-40 grammi di differenza sembrano pochi, ma dopo 3 ore di corsa si sentono. Se punti al tempo, la Saucony Guide o la Arahi sono le più leggere.

Tecnologia di Supporto:

Supporto Fisso (Hoka/NB): La scarpa ha una parte più rigida all’interno che impedisce al piede di cedere.

Supporto Dinamico (ASICS/Brooks): La scarpa è “neutra” finché non inizi a stancarti e a pronare; a quel punto le tecnologie (come i GuideRails) intervengono per correggere la postura.

ASICS: 4D Guidance System (Il supporto “Dinamico”)

È l’evoluzione più recente (introdotta con la Kayano 30). Invece di usare un blocco di plastica rigida, ASICS lavora su 4 dimensioni: larghezza, lunghezza, profondità e, soprattutto, tempo.

Come funziona:

Sotto l’arco plantare c’è un inserto di schiuma molto elastica (più morbida del resto dell’intersuola).

Il vantaggio:

Quando il piede atterra e inizia a ruotare verso l’interno, questo inserto “torna su” più velocemente del resto della scarpa, riportando il piede in posizione neutra.

Sensazione:

È quasi impercettibile finché non ne hai bisogno. È perfetta per la maratona perché interviene quando i muscoli si stancano e la tua tecnica peggiora.


2. BROOKS: GuideRails (Il supporto “Olistico”)

Brooks ha paragonato questo sistema ai guardrail di una pista da bob. Non si focalizza solo sul piede, ma mira a proteggere l’articolazione più fragile del runner: il ginocchio.

Come funziona:

Ci sono due inserti di schiuma più densa ai lati della scarpa, sopra l’intersuola. Quello interno riduce la rotazione del piede verso l’interno; quello esterno limita lo spostamento eccessivo del tallone verso l’esterno.

Il vantaggio:

Riduce il movimento rotatorio eccessivo di tibia e ginocchio. Se corri bene, non senti nulla; se il piede “sbanda”, il supporto lo guida.

Sensazione: Molto sicura e “centrata”. Ti senti come se fossi su dei binari.

3. SAUCONY: Centerline Technology / Center Path

Con la serie Guide 17/18, Saucony ha abbandonato il vecchio supporto mediale rigido a favore di una geometria a culla.

Come funziona:

La scarpa ha una base molto più larga della media e i bordi dell’intersuola sono rialzati, avvolgendo il piede. La stabilità è data dalla forma “a barca” della suola e dalla scanalatura centrale che guida la pressione del corpo lungo l’asse della scarpa.

Il vantaggio:

È la transizione più fluida tra le tre. Non senti un “blocco” sotto l’arco, ma la scarpa ti impedisce fisicamente di inclinarti lateralmente grazie alla sua base stabile.

Sensazione: Molto naturale e moderna. Sembra quasi una scarpa neutra, ma estremamente stabile.

Quale scegliere per i 42 km?

….se cerchi Protezione totale e supporto che “spinge” il piede a stare dritto

ASICS (4D Guidance) | Gel-Kayano 32 |

…se cerchi Controllo del ginocchio e stabilità laterale su entrambi i lati  

BROOKS (GuideRails) | Glycerin GTS 23 |

…se cerchiFluidità di rullata e una scarpa che non sembri “da pronatore”

SAUCONY (Center Path) | Guide 18